"DI LUCE E D'OMBRA"- PRESENTAZIONE
8 novembre 2008 dalle 16.00 alle 18.00
Libreria ARCHIVI 900, Via Montevideo 9, Milano
SVOLGIMENTO PROGRAMMA:
INTRODUZIONE di PATRIZIA AIELLO, amica dell'autrice e lettrice del manoscritto in primissima fase di editing Presentazione dell'autrice dell'opera, di come è nato il progetto e come si è concretizzato il sogno di pubblicarlo
COMMENTO DELL'AUTRICE E LETTURA DI ESTRATTI SCELTI
Il mio commento incentrato sul filo conduttore che domina il racconto "Di luce e d'Ombra": il libero arbitrio. Introduzione ai brani scelti: nella prima parte ambientata durante la Guerra dei cent'anni, riferimento al rapporto REALTA'/ILLUSIONE nella relazione romantica tra i due protagonisti. Nella seconda parte ambientata ai giorni nostri, sulla concezione BENE/MALE e soprattutto alle sfumature di LUCE/OMBRA tra il spirituale e il terreno nella visione del mondo che traspare dalla narrazzione.
FIRMA DELLE COPIE E RINFRESCO
STRALCI LETTI:
I° parte: FRANCIA – TERRE DI NORMANDIA
Epoca della tormentata guerra dei cent'anni
" Nel silenzio della notte ne aspettava l’arrivo in quel posto che non aveva mai smesso di essere il loro; dove Agnès, se lo avesse voluto, lo avrebbe potuto trovare. Ed Agnès l’aveva desiderato perché adesso era lì, davanti a lui. Non poteva ancora scorgerla con il senso della vista ma la percepiva in mille altri modi: il suo cavallo arrivare e fermarsi, i suoi passi leggeri, il suo profumo nell’aria, la sua presenza. Sentiva tutto di lei. L’avrebbe riconosciuta fra un milione di persone anche senza vederla. Quando riaprì gli occhi e lei gli apparve, tutto il resto attorno a loro cessò di esistere. Anche la mente gli si fermò dal momento che era impreparato a ciò che avrebbe visto. Se aveva desiderato un’immagine incancellabile dell’amata duchessina da portarsi con sé, era stato accontentato: ovunque sarebbe andato, per quanto tempo sarebbe trascorso, Agnès Harley nella memoria gli aveva impresso a fuoco il suo viso.
Sembravano brillare di stelle i suoi capelli sotto i raggi della luna. Di luce e d’ombra era fatta la sua figura, così come il loro amore che innalzava lo spirito sopra il comprensibile e, allo stesso tempo, lo trascinava negli abissi delle tenebre più profonde. Era ammaliato dal suo aspetto e sapeva che la luce della sua anima era altrettanto bella.
Olivièr si chiese se Agnès fosse consapevole del potere che aveva su di lui. Avrebbe ucciso per lei, l’aveva quasi fatto. Avrebbe dato la vita, se fosse servito a renderla felice. Era disposto a qualsiasi cosa pur di averne l’amore, anche a donarle l’anima. "
Cap.V, pag.120
"Sì, era stanco di cercare di sfuggire da qualcosa che in realtà si struggeva per avere. Così le prese il viso tra le mani e appoggiò la fronte alla sua, non per provarle la febbre ma per mostrarle quanto era terribile e profondo tutto il male che si teneva dentro. E Agnès la vide: la tenebra del terrore, l’oscurità del dolore, l’ombra del senso di colpa. Avvertì tutto quanto, un buco nero che sembrava senza fine e che pure una fine l’aveva, e lei se ne accorse e ci s’immerse completamente. Non la temeva perché era parte di lui e quindi anche di lei. Ci scavò dentro fino a che non lo trovò, lo accarezzò, lo abbracciò e infine lo riportò alla luce: il cuore d’Olivier insieme al suo; erano la stessa cosa, uniti in un unico amore, il loro. Dunque scostandogli le mani dal proprio viso si allontanò di un passo allo scopo di poterlo osservare bene in tutta la sua figura: di certo non era più il ragazzo che aveva baciato, e ora conosceva anche l’uomo che era adesso.
...
Agnès tremava e non per il freddo, anche lei aveva paura di essere osservata per quella che era realmente oltre ogni immaginazione, di là da ogni illusione dall’uomo che amava. Olivier appurò com’era diversa dal ricordo con cui gli aveva marchiato il cuore l’ultima volta che l’aveva vista, proprio lì, in quello stesso luogo. Adesso la osservava con gli occhi di un uomo e non più di un ragazzo, riuscendo a superare l’idea che si era creato di lei e a distinguerla dalla realtà. Ora che la vedeva in tutto il suo essere donna, ora che ne notava i difetti, gli appariva davvero bellissima."
Cap.VIII, pag.180-181
II° parte: FRANCIA – ILE DE FRANCE Giorni nostri
"<< No, ti sbagli ancora. Io non sono il custode del Bene. Io sono il custode del “libero arbitrio”. Io sono il guardiano del potere decisionale, della libera scelta d’ogni uomo sulla Terra, poiché è da esso che il mondo, come noi lo conosciamo, è generato, nel Bene e nel Male: dai pensieri che portano alle decisioni, dalle scelte che portano alle azioni, dagli atti che portano agli effetti, le nostre intenzioni realizzate. E questo avviene in un circolo continuo e infinito, senza fine come non lo è l’esperienza terrena. Come lo è, invece, il nostro spirito divino. Credi che la Luce di Dio, che è onnipotente e onnisciente in Terra come in Cielo, se desiderasse cancellare il male da questo pianeta avrebbe bisogno dell’aiuto di qualcosa o di qualcuno? A cosa servirebbe vivere qui, in questa dimensione, se la trasformassimo in un altro paradiso? Come potremmo distinguere una cosa dall’altra, se non esistesse la diversità? Riconoscere un albero, se non avessimo idea di ciò che non lo è? E la terra, se non ci fossero anche l’aria e l’acqua? Cos’è bagnato da cos’è asciutto, se non lo sperimentassimo? E i colori, come distinguerli se la luce avesse tutta la stessa rifrangenza? >> Alexander alza gli occhi al cielo, inizia a sentire su di sé le prime gocce di pioggia della tempesta in arrivo. Non ha un buon presentimento, tutt’altro… Erik sembra proprio non volergli prestare ascolto.
<< Allo stesso modo come potremmo renderci consapevoli della nostra vera natura di spiriti eterni, se non ci rendessimo consapevoli di ciò che non siamo? Cosa significa “sapere di essere perfetti”, se non siamo in grado di sperimentare cosa sia il “non esserlo”? E’ così che possiamo percepire la luce di cui siamo creati: in mezzo alle tenebre. Più è potente la nostra luce e più è oscura l’ombra che serve a distinguerla. Così, l’uomo che sceglie di venire sulla Terra comprende ciò che è veramente, il giusto e il bene, facendo esperienza dell’errore e del male oltre che della gioia e dell’amore. In questo modo comprende com’è il suo spirito: perfetto, potente, il Bene nella sua forma molteplice e distinguibile. Ognuno differente e tutti creati dalla medesima mano, dalla stesso tipo di energia, quella di Dio. A Sua immagine e somiglianza. >>"
Cap.XVI, pag.405-406
PHOTOGALLERY
RINGRAZIAMENTI:
LA MIA HAIR STYLIST SIMONA: TOP HAIR by Simo, via Veneto 19, Lecco
MILLY: DOLCI E PENSIERI - Pasticceria e bomboniere, via Paolo Pio Perazzo 27, Lecco
ANNA CARNOVALE (la mamma del mio bellissimo corsetto rosa):LA CORSETTERIA di Anna Carnovale: http://www.lacorsetteria.com/
VERONICA, Responsabile Eventi di ARCHIVI900.
A TUTTI GLI INTERVENUTI
PER I REGALI RICEVUTI:
da SHOBHY(PAVIA)
da Michele e Francesco(GHIVIZZANO-LU)
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